Zero sprechi. Il nome del progetto nato a Milano dall’impegno di Lorenzo Cirlinci e Dario Billè spiega da solo il suo obiettivo: recuperare il cibo invenduto e ridistribuirlo, in primis alle persone bisognose, ma poi anche chiunque. Perché in fondo è sempre meglio che vada consumato piuttosto che buttato.

E come possiamo dargli torto visto che in media ogni giorno nei mercati alimentari vengono buttati almeno 200 kg di alimenti?

Quando Lorenzo, due anni fa, ha studiato un po’ i dati italiani e europei sullo spreco alimentare si è sentito rabbrividire, ma non si è fermato allo sdegno e ha attivato la mente, pensando a quello che poteva essere fatto per migliorare le cose e insieme ad alcuni amici ha deciso di rimboccarsi le maniche.

Come? Semplicemente andando nei mercati del suo quartiere (zona 6 di Milano) convincendo i proprietari dei banchi a farsi dare il cibo che non avrebbero più venduto per poi ridistribuirlo.  Zero sprechi è nato così due anni fa e presto, visto anche l’entrata in vigore della nuova legge italiana contro gli sprechi alimentari che apre a nuove possibilità, si trasformerà in una vera Onlus.

Un’idea semplice che potrebbe essere facilmente applicata in altre città.

(Zero sprechi in azione in piazza Sant'Agostino a Milano)

(Zero Sprechi in azione in piazza Sant’Agostino a Milano)

«La fase di recupero  – ci ha spiegato Lorenzo – avviene a mercato aperto, con i volontari che si relazionano ai commercianti con i quali, nel tempo si è instaurato un rapporto molto stretto. Tanto da stimolare il conferimento spontaneo delle derrate. Quanto raccolto viene ordinato in fondo al mercato, in posizione neutra rispetto alle attività di pulizia. A mercato in chiusura comincia la distribuzione alle persone in stato di difficoltà, che nel contempo si sono avvicinate ai volontari in presidio. Nelle prime fasi del progetto erano i volontari a invitare le persone che frugavano nella spazzatura a prendere qualche frutto o della verdura dalle cassette raccolte, adesso molti ci conoscono e sanno dove trovarci. Non tutto quello che recuperiamo riesce ad essere redistribuito sul mercato stesso, quindi ci preoccupiamo di contattare le associazioni che hanno aderito alla nostra iniziativa per portare loro le eccedenze».

Gli obiettivi di Zero Sprechi sono

  • Ridurre lo spreco alimentare generato dalla piccola, media e grande distribuzione sul territorio di Milano.
  • Costruire un modello organizzativo e di gestione sostenibile e replicabile in altri comuni nazionali ed esteri.
  • Migliorare la filiera del recupero alimentare collaborando con le realtà già esistenti a livello cittadino, nazionale e internazionale.
  • Valorizzale il ruolo sociale dei mercati rionali coinvolgendo attivamente i destinatari del recupero alimentare.

In soli due anni Zero Sprechi è in piena espansione e cerca volontari e associazioni con le quali collaborare: dunque milanesi fatevi avanti visitando il loro sito e la loro pagina Facebook in cui troverete anche idee semplici e divertenti su come riciclare e non sprecare il cibo.

Fate come Lorenzo e Dario, non fermatevi allo sdegno, prendete parte al cambiamento che vorreste per la vostra città, per la vostra realtà.

 

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