A volte le idee migliori nascono quando meno te lo aspetti, nella ripetizione di una tradizione quotidiana che all’improvviso acquista un senso tutto nuovo.

È il caso di 8mmezzoassociazione livornese che riporta a nuova vita “digitale” i filmati di famiglia 8mm e super8 di qualsiasi epoca. E lo fa gratuitamente. In cambio, chiede solo la possibilità di utilizzare quelle immagini per creare un grande archivio pubblico, un database storico dell’Italia, dagli anni ’30 ad oggi – una testimonianza tangibile e bellissima per ricordare com’eravamo davvero.

Parlavamo di scoperte all’interno della quotidianità: bene, 8mmezzo nasce così, dopo l’ennesima visione di un filmino di famiglia a casa del nonno di Michele Lezza, digital imaging tecnichan e colorist di professione, uno dei fondatori dell’associazione. «Quelle domeniche pomeriggio a guardare vecchi filmati sono sempre stati un appuntamento fisso dei post pranzi a casa dei nonni romani – ci ha spiegato Michele – Un anno e mezzo fa, dopo 30 anni di “proiezioni” ho pensato all’improvviso: “Non voglio che tutto questo vada perduto”». Tutto questo è l’Italia che non c’è più, ma che è la nostra storia: è l’Italia dei matrimoni e delle comunioni. L’Italia con i pantaloni a zampa e le camicie a fiori. L’Italia della 500 e dell’ottimismo. L’Italia del super 8, quei filmini amatoriali che per un ventennio almeno hanno segnato ogni occasione importante di una generazione che pensava di essere condannata alla felicità.

Quel pensiero Michele l’ha subito trasformato in azione, decidendo insieme a tre suoi amici (Francesco Pacini – operatore e montatore freelance; Sarah Bovani – bibliotecaria e archivista e Giorgo Trumpy – ricercatore di digitalizzazione di pellicole al  Dipartimento di Ricerca Scientifica della National Gallery di Washington) di recuperare la nostra memoria visiva rinchiusa nelle nostre cantine e nelle soffitte di tutta Italia.

Dalle parole si passa dunque subito ai fatti: un anno e mezzo fa viene così lanciato il progetto 8mmezzo (evidente l’omaggio a Fellini) con un video su Youtube “Scova in Soffitta” che diventa in poco tempo virale. La richiesta fatta agli utenti del web è semplice: cercate in soffitta, inviateci i vostri video girati in super 8 o 8mm, noi ve le digitalizzaremo gratuitamente in cambio della cessione dei diritti alla nostra associazione e vi invieremo i vostri filmati in un dvd. È un successo: nel giro di neanche due anni l’associazione 8mmezzo ha in mano già 30mila metri di pellicola su cui lavorare.

L’obiettivo finale? Creare un vero e proprio archivio online andando a coprire uno spazio vuoto di immagini mancanti della nostra storia.

Come? Attraverso un proiettore con un chip in Full HD (fatto costruire appositamente in Germania) digitalizzano le pellicole arrivate. L’elaborazione dei dati acquisiti consente il restauro digitale (con software dedicati) migliorando la fruibilità delle immagini. Le pellicole digitalizzate vengono così tutte archiviate e catalogate secondo standard di catalogazione europei.

Grazie ad 8mmezzo potremo così entrare in un buco temporale rimasto scoperto troppo a lungo. Fino alla Seconda Guerra Mondiale ci ha pensato l’Istituto Luce a registrare e archiviare le immagini della storia italiana. Poi sono arrivati in sequenza l’Archivio Rai e le televisioni locali, ma solo per le immagini storicamente rilevanti, e negli anni 2000 ecco apparire Youtube. Ma che fine hanno fatto le immagini di più di 50 anni di vita italiana? Sparite, fino all’arrivo di 8mmezzo.

Immagini preziose perché raccontano un’Italia osservata senza filtri. Il Super 8 debuttò nel 1965: costava poco, era facile da usare e divenne lo strumento per immortalare i momenti memorabili di ciascuno. Un po’ come i selfie di oggi. Solo che la tecnologia rispetto ad oggi era rudimentale, le immagini sgranate e a volte si vedevano a scatti. Eppure a rivederli oggi quei filmini, sembrano bellissimi. Non è solo romanticismo: è come eravamo, c’è la nostra vita, dentro. Una vita immortalata senza filtri, perché chi registrava lo faceva per se stesso e non per accaparrarsi follower. La pellicola aveva il suo costo e i tempi erano ristretti. Si selezionavano i momenti veri, importanti con una spontaneità e poeticità che difficilmente riusciamo a ritrovare con la nostra telecamera piena di opzioni tipica della tecnologia da XXI secolo.

Ridate dunque vita alla nostra memoria visiva, visitate il sito di 8mmezzo e la loro pagina Facebook. Date il vostro contributo anche perché, udite udite, questi fantastici quattro ragazzi livornesi sono in cerca di collaboratori e quindi grafici, archivisti, appassionati di video fatevi avanti!

Ma non è finita qui, perché, visto il successo del progetto, l’associazione livornese ha deciso di fare un crowdfunding, una raccolta dal basso, per poter finanziare un macchinario per la digitalizzazione del formato 16mm che permetterebbe alla 8mmezzo di crescere enormemente. Non tiratevi indietro, date il vostro contributo a una buona idea!

Sostenete 8mmezzo su www.eppela.com/8mmezzo!

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