Leonard cercava un po’ di caldo. L’inverno di Montreal quell’anno era stato molto rigido e battere i tasti della sua Olivetti con i guanti lo costringeva a troppe correzioni. Si spostò allora a Londra, nel Vecchio Continente, secondo lui era un buon compromesso. Non aveva però preso in considerazione per nulla il cielo costantemente plumbeo, che insomma, per un artista avere un po’ di luce non è di poco conto.
Prese dunque un aereo Londra – Atene, da lì raggiunse il Pireo e salpò sulla prima nave che partiva. Non aveva una meta precisa, non esistevano ancora le Lonely Planet, così si rivolse al capitano:

Tell me, Captain, if you know
Of a decent place to stand.
There is no decent place to stand
In a massacre;
But if a woman take your hand
Then go and stand with her.

All’alba si svegliò, raggiunse la poppa e vide nella luce crepuscolare un’isola brulla e forte, blu, verde e azzurra, bianca di sale e calda di luce.
Era Hydra ed era il 1960. Decise di sbarcare in quell’isola che sembrava di un secolo passato, dove non c’erano auto, non c’erano motorini, c’erano solo alcuni pali dell’elettricità e la luce del faro che ancora si intravedeva.

Like a bird on the wire
Like a drunk in a midnight choir
I have tried in my way to be free.

L’isola era abitata da fricchettoni, da intellettuali e scrittori, oltre che dai greci stessi. Leonard affittò una casetta e allineò il suo ritmo a quello di Hydra, passava le giornate scrivendo, facendo passeggiate, bevendo ouzo alla locanda del porto, l’unica dell’isola.

Un giorno, mentre aspettava i pescatori sul molo, gli passò davanti una donna bellissima bionda, con gli occhi da gatta e un bambino in braccio e al fianco di lei, il suo compagno, biondo anch’esso.
Era davvero davvero bella e Leonard, che di solito preferiva le castane, se ne innamorò, nonostante il suo status di “in a complicated relashionship”.
Un innamoramento catalizzante e senza senso, dato che ancora non si erano mai rivolti parola.
La aspettava ovunque, e la incontrava dappertutto, Hydra è una piccola isola.
Lei se ne accorse, ma era una madre di famiglia e gli occhi di Leonard la scrutavano troppo dentro, la intimorivano. Lo voleva, ma lo scacciava, sapeva che era pericoloso, e comunque lei era innamorata del suo biondo normanno.

And the night came on
It was very calm
I wanted the night to go on and on
But she said: “Go back to the World”.

Finché una mattina, mentre beveva un caffè greco alla locanda, vide imbarcarsi carico di bagagli sulla nave per Atene niente di meno che Axel, il fidanzato della bionda. Da solo.
Il caffè gli andò di traverso e Leonard esclamò ripetutamente

Hallelujah
Hallelujah
Hallelujah
Hallelujah!

Corse in pasticceria a comprare un vassoio di baklava e si presentò alla porta della bionda.
Lei lo fece entrare in casa, lo condusse in una cucina nella penombra, profumata di basilico e menta, e lo fece accomodare al tavolo di legno

She feeds you tea and oranges
that come all the way from China

e parlarono, parlarono tutto il pomeriggio e tutta la notte, e Leonard si innamorò definitivamente di lei, e in quel momento, bisbigliando perché il bambino di lei si era appena addormentato nella stanza attigua, lui le offrì tutto.

And if you’ve got to sleep
A moment on the road
I will steer for you
And if you want to work the street alone
I’ll disappear for you
If you want a father for your child
Or only want to walk with me a while
Across the sand
I’m your man.

Lei a quelle parole crollò tra le sue braccia, lui decise di prendersi cura di quel cuore affranto e dei suoi capelli d’oro, e del bambino a cui fece da padre.
Di notte lo faceva addormentare cullandolo con la sua voce roca e dolce

Sleep, baby, sleep
The day’s on the run
The wind in the trees
Is talking in tongues

Quando il bimbo chiudeva gli occhi, lo depositava delicatamente nella culla e Leonard e lei, che si chiamava Marianne, uscivano nella notte greca.
Camminavano mano nella mano fino al molo, che di notte era deserto. Da lì vedevano le lucine della locanda, gli ulivi piegati dal vento, il mare calmo e le barche dei pescatori. Da lontano una musica arrivava alle loro orecchie, lui la stringeva e sé e certe parole proprio non riusciva a trattenerle

Dance me to your beauty with a burning violin
Dance me through the panic ’til I’m gathered safely in
Lift me like an olive branch and be my homeward dove
Dance me to the end of love.

La loro vita andava avanti così, di sole, mare, libri, pesci, ombra, profumi di terra, giochi, musica e versi.
Finché un pomeriggio, risvegliatosi da uno di quei sonnellini pomeridiani di cui si gode quando fuori fa caldo e la stanza è fresca, Leonard entrò piano piano in cucina e la cucina era vuota. Uscì, credendo di trovare Marianne seduta fuori su un gradino a fumare una sigaretta, o a stendere il bucato profumato, ma non era nemmeno lì.

Where is my Gypsy wife tonight?

Corse alla locanda

On our lady of the harbour
And she shows you where to look
Among the garbage and the flowers
There are heroes in the seaweed
There are children in the morning
They are leaning out for love
And they will lean that way forever.

Marianne, con il suo senso pratico che solo le donne hanno, si era accorta che i tempi stavano cambiando, i turisti che avevano scoperto l’isola la stavano riempiendo del loro poco amore e Hydra non era più quella del 1960. Stava comprando i biglietti per la nave della settimana seguente. Lo aveva anche annunciato a Leonard il quale le aveva risposto annuendo con la testa, era assorto e chino sulla chitarra e non l’aveva ascoltata.

Now so long, Marianne, it’s time that we began
to laugh and cry and cry and laugh about it all again

Tornò  a casa, e aspettò. Poco doco fecero ritorno anche madre e figlio. Il bambino gli si era avvicinato, accarezzando la mano di Leonard che stava a sua volta accarezzando le corde della chitarra, distogliendolo dall’incanto. Leonard aveva così alzato la testa, incontrando lo sguardo di Marianne. Uno sguardo di saluto, consapevoli che certe cose hanno una fine, ma altre no.

And the sun pours down like honey
I loved you in the morning, our kisses deep and warm
Your hair upon the pillow like a sleepy golden storm
Yes, many loved before us, I know that we are not new
In city and in forest they smiled like me and you
But let’s not talk of love or chains and things we can’t untie

Un sorriso di Marianne sulla porta, un raggio di sole sui suoi capelli non più biondi, il richiamo della terra. Ma prima di voltare per sempre le spalle e lasciare Leonard al suo incanto un ultimo saluto

Your eyes are soft with sorrow

Hey Leonard, that’s no way to say goodbye.

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