Quante volte vi è capitato di invitare gli amici per un brunch domenicale a base di waffle, ma non disporre di una piastra per waffle?
Quante volte, eh…
Può sembrare un attrezzo superfluo, ma quando poi ci si impunta di voler proprio mangiare dei waffle fatti in casa, ci si reca al negozio più vicino per effettuare uno di quegli acquisti che, dritto per dritto, dopo il primo e unico utilizzo finisce a prendere polvere nel pertugio più remoto della casa.

Perché l’unica opzione che abbiamo è comprarlo. In effetti io non ho mai sentito l’esigenza di ingozzarmi di questi nordici dolci, ma può capitare che talvolta voglia usare il ferro da stiro, elettrodomestico che considero privo di utilità quasi quanto la piastra sopraccitata. Ma non spenderei mai dei soldi per comprarne uno. E allora, come si fa?

Si condivide.

Così, dalle menti liberali svizzere, è nato Pumpipumpe, ovvero un nuovo modo di incoraggiare l’antica usanza del prestito, e della socializzazione con i vicini.
Pumpipumpe produce, stampa e invia adesivi che raffigurano alcune delle cose che usiamo ogni tanto, di cui si può aver bisogno, ma che non sempre si possiede. Dalla pompa per le bici, alle richiestissime ciaspole, passando per la connessione wifi – che non capisco perché non sia lo standard condividerla – la palla da disco, l’asse da stiro, Di tutto.

L’idea è quella poter mostrare chiaramente ai propri vicini di casa gli oggetti che siamo disposti a concedere. Non solo lo zucchero, insomma.

È facilissimo, basta ordinare gli adesivi di ciò che vogliamo imprestare sul loro sito e si pagano solo le spese di spedizione
(toh guarda, un progetto bello non a scopo di lucro).

Una volta ricevuti, si appiccicano sulla propria casella della posta informando così il condominio che siamo persone aperte, fiduciose e generose, e sperando che si crei una rete di condivisione.

Magari, inizialmente, potreste anche spiegare in due righe come mai avete il disegno di una sega incollato lì.

Non solo butteremo meno soldi in apparecchi non essenziali, ma potremmo iniziare a conoscere i nostri dirimpettai, far giocare i bambini del piano di sopra con i giochi dei vostri figli cresciuti, aiutare giovani in difficoltà con le ruote della bici sgonfia, organizzare tornei di ping pong e cene ingrassanti con fondue e raclette.

Non sono gesti che cambiano il mondo, ma fanno calore e buon umore, bisogna ricominciare dalle basi, dalle ovvietà.
Iniziamo a comportarci come fratelli (che è risaputo, sono la peggiore categoria alla quale prestare qualsiasi cosa), a fare favori, a non pensare che l’imbecille della scala D ci riporterà sicuramente la bilancia rotta, se ce la riporterà.

Là fuori è una bruttura, fate dei vostri condomini delle isole felici!

Questo articolo era già apparso su Pirati e Sirene, un bel magazine online col quale io e Ludovica collaboravamo, che però ora purtroppo è offline, insieme a tutto quello che avevamo scritto. Allora questo l’ho ripescato. Non credo che i miei fan se ne accorgano, ma mi sembrava carino dirlo.

Buona giornata, buon weekend e buoni waffle!

 

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