Nel mio mondo perfetto, i miei pasti preferiti sarebbero la colazione, l’aperitivo e il pranzo della domenica.
Sarebbero, perché è risaputa la discrepanza tra mondo ideale e mondo reale anche quando si tratta di banalità che potremmo realizzare.

La colazione io me la figuro in una cucina assolata, pulita e profumata di pane tostato. Con delle piccole ciotoline di marmellate fatte in casa, un caffè morbido, il pane tostato, ovviamente, una spremuta di agrumi salutare, il quotidiano lì di fianco.
Anche se si dice che la colazione è il pasto più importante, nella realtà dei fatti invece la colazione è quella cosa che fai o di corsa, o facendo altre cose, o sgomitando al bancone del bar. O che non fai. E con i piatti della sera prima nel lavello che puzzano di aglio.

L’aperitivo anche, me lo immagino davanti al camino con i salumi della Toscana o della Norcia e il vino rosso in inverno, il vino bianco ghiacciato, pomodorini secchi e vista mare in estate. La realtà, di nuovo, ce la diamo in faccia.

Stesso discorso per il pranzo della domenica: una tavola di legno imbandita intorno alla quale si debbono sedere almeno otto persone, meglio il tavolo venisse collocato al di sotto di un portico di glicine e vite canadese. La realtà è che la domenica mi sveglio ben oltre l’orario del pranzo, con una faccia così che non vorrei nemmeno guardarmi allo specchio, figurarsi farmi guardare da altre sette persone mentre servo la lasagna.

Il pasto ideale più plausibile rimane quindi la colazione, e allora che sia imperiale e non il solito caffè/cappuccino e brioche.
Bisogna svegliarsi e godere.
Vi propongo sei differenti variabili che, se ci si organizza bene, sono fattibili nella media di una mattina dell’italiano medio:

  • La colazione dell’estroverso: pane nero (da tostare) con ricotta di pecora e marmellata di fichi. Da assumere non prima di aver bevuto un bicchiere di acqua calda con zenzero e limone. Dopo, un caffè americano.
  • La colazione del giovane volenteroso: un tè verde al gelsomino, un toast con prosciutto e formaggio. Piccola pausa (potete andare a lavarvi i denti e le altre cose che si fanno in bagno), una spremuta di pompelmo.
  • La colazione joyeux: la sera prima preparerà l’impasto per le crepes (uovo, latte, poco burro e farina) per poi riporlo in frigorifero. Appena svegli basterà prendere un mestolo e fare le crepes (ogni mestolata equivale a una crepes). Da farcire con il miele e accompagnare con tè earl grey.
  • La colazione dello studente erasmus: pane tostato, olio e pomodoro. Un bicchiere di latte freddo insaporito dal Nesquik. Oppure, in alternativa al latte, una tazza di Nescafé.
  • La colazione dello sportivo messicano: 2 uova strapazzate, fette biscottate con nutella e una mela. Ricordate di lavarvi bene i denti e la faccia, dopo, che la nutella si appiccica dappertutto.
  • La colazione del salutare: tè bianco cinese, una macedonia di frutta di stagione, 2 biscotti secchi.

Ma che sia reale o ideale, per cominciare una giornata con il piede giusto c’è solo una cosa da fare.

cacca

 

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