La cosa bella del mondo è che è vario, e mica in tutto il mondo si festeggia capodanno quando le decidiamo noi, tra il 31 dicembre e l’1 gennaio.
Oggi, ad esempio, è l’ultimo giorno dell’anno della Scimmia al quale seguirà dritto per dritto l’anno del Gallo, secondo il calendario cinese.

Il calendario cinese si svolge a cicli di 60 anni, e ogni anno possiede un nome composto da una radice celeste e un ramo terreno.
Le radici celesti sono gli elementi –  Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua – ai quai si aggiungono i rami terrestri, ovvero gli animali dello zodiaco: il topo, il bue, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la capra, la scimmia, il gallo, il cane e il maiale.
Ogni anno quindi si abbinerà il nome di un animale che sarà contraddistinto da un elemento celeste che lo determina.
Nonostante io trovi fantastico ogni calendario che si fondi su un sistema circolare, trovo che sia un po’ iniquo il sistema di attribuzione dei nomi, per esempio: Il Cavallo di Fuoco vs il Topo di Legno? Iniquo.

Comunque, quest’anno cade l’anno del Gallo – di Fuoco, e allora scopriamolo questo Gallo.
Immaginiamo un gallo, di quelli che vediamo quando andiamo a fare il weekend nell’agriturismo in campagna.
La prima cosa che salta all’orecchio è che come s’alza il sole, il gallo canta. Da quando il gallo canta, tutto si mette in moto, mentre lui si piazza al centro del pollaio con la cresta alta a coccodeccare con le galline e farsi guardare il bargiglio.
Ogni santo giorno però compie il suo dovere, possiamo dunque parlare di virtù quali la costanza e lealtà.
Tutto questo con il potenziamento del fuoco.

Il 2017 sarà dunque l’anno della concretezza, del pragmatismo, dei nuovi eventi, della sveglia all’alba, e del lavoro ben fatto.

È un anno che andrà affrontato di petto (petto di pollo), e con la cresta alta, un anno da galletti.
I più sfortunati da domani saranno proprio i nati sotto il segno del Gallo, ovvero i nati nel 1921, 1933, 1945, 1957, 1969, 1981, 1993, 2005 che faranno meglio a indossare sempre qualcosa di rosso o girare sempre con un amuleto, anch’esso rosso
(in generale, quando cade il proprio segno non si ha il massimo della fortuna).

Se vivete in una città con una consistente comunità cinese, non perdetevi i festeggiamenti che sono sempre molto rossi e folkloristici, con parate di draghi, fuochi d’artificio e danze tradizionali: a Roma si festeggia sabato 28 gennaio da via del Corso a piazza del Popolo, dalle 14.30. La comunità cinese di Milano invece si è organizzata per il 5 febbraio, da piazza Gramsci a via Procaccini lungo il fulcro della Chinatown, via Paolo Sarpi.

Buon anno a tutti!

(Una Sarpi uggiosa nell’anno della Capra)

(Una Sarpi festosa nell’anno della Capra)

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