Sciatiri e matri e vogghiu riri!
direbbe un picciùottu.

Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando invece usa più formalità e commenta così l’annuncio di Palermo capitale della Cultura italiana 2018 (già Capitale dei Giovani 2017): “C’è una profonda emozione, ma devo riconoscere che è stata una vittoria di tutti perché siamo stati capaci ognuno di narrare le bellezze dei nostri territori. La cifra culturale più  significativa e che rivendichiamo è la cultura dell’accoglienza. Rivendichiamo il diritto di ogni essere umano di essere e restare diverso ed essere e restare uguale”.

Già, perché la bellezza struggente di Palermo è merito del “sincretismo” culturale e artistico del patrimonio ereditato da normanni, arabi, greci, romani e siculi; e Palermo è una città bella che fa male, sia perché è di commovente bellezza, sia perché fa realmente male alzare gli occhi è constatare quanto cosa nostra e tutto quel che si è portata dietro l’abbia resa decadente e sgarruppata.

(Bernhard J. Scheuvens aka Bjs – Palazzo della Zisa)

(Una casa sgarruppata, sempre wiki)

Ma sbaragliando la concorrenza di Alghero, Aquileia, Comacchio, Ercolano, Montebelluna Recanati, Settimo torinese, Trento e l’ Unione dei comuni elimo-ericini (Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice), Palermo porta nelle sue casse un milione di euro per la realizzazione del progetto presentato e l’esclusione dal patto di stabilità delle spese per gli investimenti necessari per realizzare i progetti.

“La candidatura – recita la motivazione della giuria del Ministero –  è sostenuta da un progetto originale, di elevato valore culturale, di grande respiro umanitario, fortemente e generosamente orientato all’inclusione alla formazione permanente, alla creazione di capacità e di cittadinanza, senza trascurare la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee. Il progetto è supportato dai principali attori istituzionali e culturali del territorio e prefigura a che interventi infrastrutturali in grado di lasciare un segno duraturo e positivo. Gli elementi di governance, di sinergia pubblico-privato e di contesto economico, poi, contribuiscono a rafforzarne la sostenibilità e la credibilità”.

E allora vediamo che cosa Palermo ha in serbo per il 2017.

  • Verrà potenziata l’edizione 2018 del Festival della letteratura migrante, nato due anni fa con oltre 140 autori del Mediterraneo.
  • La città accoglierà Manifesta, la più grande Biennale di arte contemporanea migrante, sui temi dell’accoglienza.
  • Riqualificazione del quartiere La Kalsa
  • La realizzazione di una piattaforma telematica “cultura e tempo libero”
  • La riorganizzazione funzionale degli spazi culturali
    • Polo Teatrale cittadino (che comprende fra gli altri il Montevergini, il Garibaldi, la Sala De Seta, lo Spasimo
    • Polo Espositivo (GAM, Palazzo Ziino, ZAC, Ecomuseo del Mare
    • Polo Archivistico-Bibliotecario (Biblioteca Comunale, Archivio Storico,
    • Polo Etno-Antropologico (Museo Pitrè, Palazzo Tarallo)
  • L’apertura del Centro di cultura Araba e del Mediterraneo nel ex-convento di San Francesco, già esattoria dei fratelli Salvo.
  • Leggete qui il bando completo che ha a che vedere anche molto col turismo, ovviamente.

Evviva Palermo, congratulazioni e in bocca al lupo.

 

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