Dal 17 febbraio 2017 Roma potrà vantare nel suo panorama gastronomico Altrove, il ristorante bello, buono e giusto.

In un’epoca in cui le problematiche sono tante e le soluzioni sembrano inarrivabili, ecco che nasce Altrove.
Altrove, potrebbe essere un ristorante come tutti, aperto tutti i giorni a pranzo e venerdì e sabato anche per la cena, uno tra i tanti che nel quartiere Ostiense di Roma strizza l’occhio ai lavoratori della zona e si propone per una pausa pranzo salutare in un ambiente trendy/indie.

L’offerta gastronomica di Altrove, sotto la guida dello chef Lorenzo Leonetti, è un melting pot di culture: prende molto dalla tradizione mediterranea alla quale aggiunge note fusion, con un occhio sempre vigile sulle numerose esigenze che nel 2017 affliggono il lavoro di chef e camerieri: intolleranze, allergie, scelte di alimentazioni etiche o religiose. Per dire, insalata di bollito di manzo con fagiolini, radicchio di Chioggia e supreme d’arancia con pesto di sesamo tostato, miele e aceto balsamico. Oppure, zuppetta di zucca e Parmigiano Reggiano con fagioli dall’occhio e pane artigianale al cavolo nero.
E fin qui, sembra tutto bello, ma mica un’eccezione, alla cucina fusion gourmet ormai siamo abituati da anni.

(Foto di Altrove, come anche le altre)

Le materie prime, rigorosamente di stagione, ovviamente provengono tutte da aziende quanto più Km 0 e biologiche.
Ma non solo, i fornitori di Altrove hanno tutti politiche super etiche riguardo al lavoro dei dipendenti.

E qui viene l’altra parte del perché di Altrove. Lo staff di Altrove è uno staff interculturale composto da chef professionisti e da giovani cuochi e addetti di sala che hanno frequentato i corsi “Matechef” del CIES svolgendo poi tirocini professionali presso le cucine e le sale di rinomati ristoranti romani. I corsi Matechef sono rivolti a giovani dai 16 ai 24 anni, migranti, vulnerabili o figli di immigrati.

“Ci rivolgiamo alle fasce più svantaggiate della popolazione giovanile residente in Italia, a chi vive in condizioni di disagio sociale, economico e familiare, e che per la situazione di marginalità in cui versa, si trova impossibilitato ad esprimere il proprio potenziale umano, culturale e lavorativo.”.

Nella bruma dei centri di accoglienza alienanti, nella quasi scarsità di proposte reali di integrazione concrete, il progetto di Altrove, portato avanti da Cies, è ammirevole e va sostenuto. 

Perché se il potere politico e sociale di noi cittadini è dato dal voto e dall’acquisito, da Altrove potremo spendere i nostri soldi letteralmente senza doverci tappare il naso:
il cibo promette essere gourmet, e per testare l’esperienza dello chef basta andare da Grandma – sempre a Roma,
la proposta è sempre varia con il pranzo a buffet e la sera e il weekend con menu alla carta,
la pasticceria sforna ottimi dolci da gustare nella luminosa sala dal mattino al pomeriggio,
i lavoratori sono tutti regolarmente assunti, competenti e dunque presi bene,
gli ingredienti sono sani,
i fornitori sono etici.

Altrove è in via Girolamo Benzoni 34 (dietro a Eataly),

è aperto sette giorni su sette, a partire dal 15 febbraio, dalle 10 alle 16 dal lunedì al giovedì e la domenica, e dalle 10 alle 24 venerdì e sabato.

Il sito sarà presto online, intanto potete seguirli sulla loro Pagina Facebook e passare parola: ci mettiamo la mano sul fuoco che sarà dura trovargli una pecca.

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