In questi giorni sono sbarcati 112 i migranti sulle coste del Sulcis, in Sardegna, che si vanno ad aggiungere agli oltre 9mila che nel 2016 sono arrivati sull’isola. Un’isola che non ha molto da offrire nemmeno a chi ci abita e che nonostante l’ospitalità e l’accoglienza di molti, di certo non è El Dorado.
Ma chi glielo dice a casa che si è rischiata la vita attraversando deserti e mari per trovarsi stipati nei centri di accoglienza? Nessuno, pare.
E chi ci racconta che dopo mesi di viaggio, partiti da un paese che se non è in guerra è in carestia, l’obiettivo di queste persone non è quello di darci fastidio ma di vivere un po’ meglio? E magari imparare qualcosa di esportabile da insegnare ai giovani del proprio paese.
Che essere nati a Milano non è un merito ma un caso.
Con queste ed altre riflessioni, ad aprile 2016, Ejatv e Sardegna Teatro hanno mandato online la prima puntata di un progetto culturale bello, utile e ambizioso: TG Nois, il telegiornale in cui la redazione è formata da migranti e il format rivolto soprattutto a migranti.
Un tg che mira a divulgare informazioni utili per l’accesso ai servizi, la formazione e l’integrazione.
Ma non solo. Nois, è anche uno specchio della realtà, sia per chi in Italia è abituato a guardare solo un prodotto che fomenta le paure e l’ignoranza, sia per chi, avendo tutte le informazioni, arriva qui non sapendo cosa dovrà affrontare: tempi lunghi di attesa, la lingue italiana e gente che ha paura delle palme.

Guardare una puntata di questo tg apre un po’ il cuore, perché finalmente si sente della purezza e della genuinità, e non la solita retorica che anche il più aperto dei giornalisti ci mette quando intervista un migrante. Giacché il nostro punto di vista occidentale non è detto che sia il migliore né tanto meno l’unico.

TG Nois (che in sardo significa “Noi”) è nato dopo aver vinto il bando MigrArti del Ministero per i Beni e le Attività Culturali “Human per MigrArti” e ha prodotto 4 puntate, più alcuni speciali. Sono in cerca di fondi per mantenere vivo il progetto, che al momento si finanzia con la produzione di video nell’ambito degli eventi culturali. È un progetto bellissimo e che va sostenuto, facciamolo girare e pretendiamo che ci sia maggiore informazione senza filtri demagogici.

Qui la loro pagina Facebook, il loro blog e il loro canale Youtube.

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