Banca della Terra: un archivio online dei terreni agricoli non utilizzati da affidare a chi ne fa richiesta. Il progetto, avviato in Italia nel 2012, ha come obiettivi il dare una nuova vita ai terreni incolti e abbandonati, rilanciando sistemi cooperativi agricoli e offrendo nuove opportunità di lavoro, specie alle giovani generazioni.

 

Tra gli innegabili punti di forza dell’Italia, vi è sicuramente il connubio varietà e qualità della sua produzione agricola. Del resto se si chiama settore primario, anche se ce lo dimentichiamo sempre, un motivo ci sarà. E i dati ce lo ricordano. Complice la crisi economica e conseguentemente quella occupazionale, sempre più giovani decidono di riscoprire gli antichi mestieri, come l’allevamento o l’agricoltura. Da un rapporto della Coldiretti emerge che nel 2015 sono aumentati in modo esponenziale i giovani che hanno deciso di dare continuità alle aziende di famiglia, ma il vero dato interessante del rapporto riguarda gli “agricoltori di prima generazione”, ovvero tutte quelle persone che arrivano da altri settori o da diversi vissuti familiari e che hanno deciso di scommettere sull’agricoltura. Insomma, davanti a un modello economico che non offre più le stesse prospettive di carriera e le possibilità lavorative di anni fa, le nuove generazioni scelgono di tornare a lavorare la terra. Questo anche grazie alle nuove opportunità a favore dei giovani agricoltori.

Tra queste non possiamo non parlare de La Banca della Terra, primo esempio in Europa di strumento pubblico volto a favorire l’accesso degli imprenditori privati, in particolare dei giovani agricoltori, ai terreni agricoli e forestali del demanio regionale. La Banca della Terra è un vero e proprio archivio online dei terreni agricoli non utilizzati da affidare a chi ne fa richiesta. Da apripista ha fatto la regione Toscana e in pochi anni ha raccolto risultati importanti (attualmente sono quasi 300 gli ettari di terreni pubblici che sono stati assegnati, su un totale di 500) ma sono diverse le regioni che hanno accolto il progetto. Dopo la Liguria, anche il Trentino proprio in questi giorni ha annunciato che la giunta provinciale ha dato il via libera ai criteri di costituzione della Banca della Terra.

Gli obiettivi della Banca della Terra sono:

  • Censimento dei terreni incolti
  • Riavvio della coltivazione dei terreni abbandonati
  • Dare nuove opportunità a chi vuole iniziare a coltivare
  • Avviare nuove imprese agricole
  • Consolidare imprese agricole già esistenti
  • Riavvicinare i giovani all’agricoltura
  • Favorire il ricambio generazionale in agricoltura

Tutti possono partecipare al progetto. Non serve essere già degli agricoltori o appartenere a una famiglia di agricoltori, come spiega il sito web dedicato al progetto della Banca della Terra. Ma cosa si intende per terreno agricolo abbandonato o incolto? Viene considerato abbandonato qualsiasi appezzamento di terra che non è stato utilizzato a fini produttivi da almeno tre annate agrarie.

I terreni vengono messi a disposizione degli interessati con un usufrutto o con un contratto di affitto.

Le Cooperative della Banca della Terra sono presenti o si stanno costituendo in tutte le regioni italiane, dall’Abruzzo alla Valle d’Aosta, dalla Sicilia al Veneto. Potete rivolgervi alla Cooperativa della vostra regione per ottenere maggiori informazioni.

Per rimanere sempre informati sui terreni/fabbricati a disposizione è necessario consultare settimanalmente il portale della “Banca della Terra” per verificare l’apertura di nuovi bandi oppure o l’inserimento di avvisi; è stata inoltre predisposta una mailing list con gli indirizzi di posta elettronica di tutte le persone che chiedono di rimanere informate.

Qui l’elenco completo delle Cooperative della Banca della Terra presenti in Italia.

La Banca della Terra è un progetto che finalmente mette al centro la cura della terra e la salvaguardia ambientale, nonché la possibilità di posti lavoro per giovani e non. Ridando vita a terreni altrimenti inutilizzati si ha infatti un beneficio sia termini naturalistici che di difesa da un punto di vista idrogeologico e si offre agli abitanti nuove opportunità lavorative.

 

 

 

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