L’11 maggio 2017 aprirà un nuovo supermercato a Milano, si chiama Solidando, in via Calatafimi, zona “bene” della città, e l’ingresso sarà riservato alle famiglie in difficoltà economica.
Non è il primo a Milano, esiste già Terza Settimana in via Leoncavallo, e Emporio Solidale a Cesano Boscone di Caritas Ambrosiana, si chiamano market solidali o empori solidali e di innovativo hanno che i prodotti vengono messi nel carrello dai consumatori bisognosi. Che forse è un modo per dare una possibilità di scelta, anche solo tra una scatoletta di tonno e una di sgombro.

Si accede tramite un colloquio, per identificare chi ha realmente necessità, al quale segue la consegna di una tessera a punti mensile, a seconda del numero di componenti della famiglia e dell’età. Ad ogni spesa vengono scalati i punti, che si ripristinano il mese successivo.

I prodotti presenti sugli scaffali sono frutto di acquisti di privati oppure di donazione delle grandi distribuzione.
“Un supporto per le famiglie che in questo momento sono in difficoltà economica; una risposta concreta alle nuove povertà”.

E mentre in Italia si moltiplicano le iniziative solidali, in Svezia ha aperto il primo centro commerciale al mondo per il riuso ed il riciclo. Non un negozio, ma un intero mall: si chiama ReTuna Återbruksgalleria e si compone di 14 negozi che vendono di tutto, dall’ormai banale abbigliamento, a mobili, biciclette, libri, attrezzi per il giardino, computer e telefoni. All’interno si trova anche un ristorante biologico, uno spazio eventi dedicato all’economia circolare e un impianto per il riciclo dove le persone portano i loro beni usati e professionisti specializzati li ripristinano e li rimettono in vendita.
La direttrice del centro commerciale racconta “ReTuna affonda le sue radici nel locale ma vuole essere al tempo stesso un riferimento per l’intera regione. Qui le persone sono in grado di comperare oggetti riciclati con cura, acquistando al contempo una conoscenza ed un’ispirazione sul riciclo, l’economia circolare e la sostenibilità. Quando esci di qui, dovresti avere la sensazione di avere fatto qualcosa di buono per l’ambiente”.

 

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