Ponte nelle Alpi dice stop ai pesticidi più usati in agricoltura. Una bella vittoria per la provincia bellunese che bandisce tutti i prodotti potenzialmente pericolosi per la salute e per l’ambiente.

Il nuovo regolamento della Polizia rurale del comune di Ponte nelle Alpi stabilisce, infatti, il divieto di utilizzare fitosanitari pericolosi su tutto il territorio sia agricolo che extra.

Nello specifico, non sarà più possibile utilizzare tutti quei prodotti che in etichetta contengono indicazioni di pericolo, come ad esempio la dicitura ‘tossico se ingerito’, ‘letale’.

Ponte nelle Alpi non è il primo comune a essersi dotato di uno strumento simile che vieta l’uso di pesticidi sulla base del grado di pericolosità. Nella fascia bellunese è il quinto e altri sono pronti ad aggiungersi. Prima di questo gruppo di comuni veneti altri comuni hanno regolarizzato l’uso di un erbicida in particolare, il glifosato, il prodotto della Monsanto più diffuso nel mondo e al centro di tantissime critiche, nonché di studi scientifici circa la sua pericolosità.

È il caso del comune di Castelnuovo Magra che ha vietato l’impiego di erbicidi a base di glifosato vicino alle aree pubbliche. Poi ci sono casi ben più noti: come quello della Regione Toscana, preceduto dalla Calabria, che ha votato una mozione per impegnare la Giunta a rimuovere il glifosato da tutti i disciplinari di produzione e a escludere dai premi del Piano di Sviluppo Rurale le aziende che ne fanno uso. Ai piani alti, infine, anche il ministero della Salute ha invitato a un uso precauzionale dell’erbicida.

Se ancora non la conoscete vi consiglio di entrare a far parte della  coalizione Stop Glifosato, visto che questo 2017  potrebbe essere l’anno decisivo per dire stop all’erbicida cancerogeno.

Entro dicembre,infatti, il Parlamento Europeo dovrà esprimersi definitivamente sull’autorizzazione al suo utilizzo. Una battaglia che sta coinvolgendo sempre più cittadini e associazioni ma anche movimenti spontanei che si sono uniti per lanciare un ICE (iniziativa dei cittadini europei) che spinga il parlamento europeo a vietare l’uso del glisofato, a modificare le procedure per le autorizzazioni all’uso dei pesticidi, nell’ottica di costruire un futuro libero dai pesticidi e più sostenibile.

In tutta Europa sono già state raccolte oltre due milioni di firme, leggete e mettete anche la vostra. Specialmente adesso che al glifosato c’è un’alternativa made in Italy totalmente ecosostenibile e tracciabile.

 

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