Dal rifiuto umido alla produzione di energia rinnovabile per una mobilità sostenibile. Detto in parole povere: gli autobus della circolazione cittadina faranno il pieno grazie ai rifiuti.

È la buona notizia e la grande novità che arriva dal Trentino dove prende piede il primo progetto italiano di economica circolare relativa ai trasporti. È l’economia circolare, che trova in questo caso nella corretta gestione della raccolta differenziata, un ulteriore valore, quello della frazione umida. Secondo quanto presentato dall’amministrazione pubblica trentina, BioEnergia Trentino, attraverso la lavorazione del rifiuto umido, è in grado di produrre da un parte il digestato, fertilizzante naturale utilizzato nell’intera Valle dell’Adige per la concimazione dei vigneti e dei meleti, dall’altra il biogas, ovvero una miscela di metano e altri gas, che consente di produrre energia elettrica rinnovabile e calore.

Il progetto, che anticipa le normative europee sull’utilizzo delle fonti rinnovabili per i trasporti, è siglato dalla Provincia autonoma, da BioEnergia Trentino, da Trentino Trasporti, dalla Fondazione Mach e dal Comune di Faedo: tutti portano a compimento un sistema che permetterà di cedere il biometano al trasporto pubblico trentino, attraverso la rete nazionale gas della SNAM.

 

Come funziona il progetto

Il biometano verrà ceduto al trasporto pubblico trentino attraverso la rete nazionale gas della SNAM con un enorme risparmio economico e in termini di emissioni nocive per l’ambiente. Il progetto avrà come punto di partenza la filiera della raccolta differenziata, che in Trentino si attesta su oltre l’80%. Attraverso la lavorazione del rifiuto umido BioEnergia Trentino produce un ammendante di qualità che viene utilizzato nell’intera Valle dell’Adige per la concimazione dei vigneti e dei meleti sostituendo i concimi chimici con un prodotto biologico. In seguito, con la fermentazione del rifiuto umido, si produce il biogas, che altro non è che una miscela di metano e altri gas, che consente di produrre energia elettrica rinnovabile e calore. Oggi BioEnergia tratta i 2/3 del rifiuto trentino, quasi 34.000 tonnellate all’anno, e produce circa 8.500.000 di kwh elettrici. La previsione, in seguito all’ampliamento dello stabilimento è di poter trattare il 100% del rifiuto umido trentino e di supportare l’accordo sui rifiuti stipulato dalla Provincia autonoma di Trento e da quella di Bolzano. In particolare BioEnergia Trentino accoglierà una parte del rifiuto umido di Bolzano a fronte del conferimento di una parte di rifiuto secco trentino all’inceneritore di Bolzano.
A progetto ultimato – si prevede la fine del 2018 – gli autobus cittadini si rinnoveranno passando dagli attuali 42 alimentati a metano a 64 alimentati a biometano. Il biogas fermentato sarà purificato e inserito nella rete di trasporto del metano SNAM con pressione a 70 bar che consentirà di gestire tutta la produzione attuale e futura portando il metano biologico fino all’autorimessa di Trentino Trasporti di Gardolo a solo 10 km dall’impianto di produzione. A Trentino Trasporti sarà quindi fornito da BioEnergia il 100% del fabbisogno per l’alimentazione della flotta degli autobus cittadini e il trasporto pubblico di fondovalle.

Un massiccio risparmio economico e un grosso passo in avanti quanto alle emissioni nocive per l’ambiente. Prendete spunto gente, prendete spunto.

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