Sarei dovuta andare al concerto di Tiziano Ferro, avevamo comprato i biglietti a febbraio Ludovica ed io, e invece sono dovuta rimanere a casa. Pur rosicando, ero contenta per Ludo che a San Siro cantava a squarciagola e sentivo quell’emozione da concerto a distanza; volevo dunque scrivere un Buondì su quanto è bella la musica assieme, quando lo stadio è pieno…

Poi ho letto questo titolo di Repubblica.it: Motociclista dimentica la moglie, se ne accorge a Chieri dopo 40 km.

In un’epoca dove si dimenticano bambini in auto sotto il sole rovente e il finale è molto spesso tragico, questa notizia mi ha svoltato la serata e mi ha fatto ridere per un’ora buona, ridere di gusto a singhiozzo, spisciarsi addosso dal ridere insomma.

È successo che una coppia over 50 era andata a fare una gita nell’Astigiano per visitare una fiera. Bella la fiera, si riparte. Al casello di Chieri a lui viene voglia di mangiare un gelatino, si ferma, si gira e si accorge che la sua compagna non è dove dovrebbe stare, appollaita dietro di lui. Così, allarmato e preoccupato, chiama i Carabinieri denunciando la perdita della consorte “Ho perso mia moglie, deve essere caduta dalla moto mentre viaggiavamo”.

 

Mentre questi verificano il tragitto appena compiuto dall’uomo cercando la donna nei fossi e nei cespugli, la moglie – che aveva lasciato il cellulare nel bauletto – è riuscita a rintracciare il marito “Sei ripartito senza di me. Mi hai lasciato a Moncalvo d’Asti” così gli ha sbraitato al telefono.
Non era quindi caduta bensì era stata dimenticata.

Uscendo dal parcheggio della fiera dunque, il centauro sovrappensiero ha messo in moto, dato gas e è sgommato via lasciando la moglie basita e pronta per saltare anch’essa in sella.
Ha percorso la bellezza di 40 chilometri senza accorgersi di essere in moto da solo, e per fortuna che la golosità lo ha fatto fermare.

Ma la cosa che mi fa più ridere è che abbia pensato che la moglie fosse scivolata giù, di averla smarrita per strada. E mi immagino la faccia della moglie.
Repubblica riporta il commento della donna: «Non so come gli sia potuto venire in mente, andiamo in moto da anni, la prima cosa che ho pensato è che mio marito fosse veramente un cretino».

Una volta il mio fidanzato è salito in ascensore e mentre io chiudevo la porta di casa lui ha schiacciato il tasto 0 ed è sceso senza aspettarmi, io ho sentito la schiuma che mi usciva dalla bocca per l’indignazione di essere stata per un secondo non presente nei suoi pensieri;
non oso immaginare le ingiurie che ha lanciato la donna all’uomo mentre lo vedeva scomparire in lontananza.

(Se volete leggere l’articolo completo per cominciare la giornata con una grassa risata, qui)

E se vogliamo una morale da questa storia, e anche quelle più tragiche, è che non bisogna lasciare indietro nessuno, ma bisogna procedere spalla a spalla che per “lontano dalla vista lontano dal cuore” bastano pochi centimetri. Evviva il sidecar!

 

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