L’ho messa in sottofondo mentre sto scrivendo il pezzo, Don’t look back in anger, degli Oasis, dall’album (What’s the story) morning glory, del 1995. Il Buondì oggi lo voglio far partire da un’immagine meravigliosa, a inizio seconda strofa, “So I start a revolution from my bed”. Che potenza! Ogni rivoluzione possibile, ogni cambiamento di prospettiva, deve nascere dall’azione minima: un mio pensiero nel letto, consapevole, “oggi cambio, da oggi parte anche la mia, di rivoluzione”.  In tempi di mode e omologazioni come sono i nostri mi sono chiesto: quali sono le azioni minime oggi che lasciano trasparire ancora un velo di umanità, l’umanità della pecora nera che decide di seguire la sua di strada, più che la direzione univoca indicata apriori dal gruppo.

Me ne sono venute in mente un po’, di mie rivoluzioni partite dal letto. E le volte in cui le ho messe in pratica ho certamente iniziato in quel modo delle ottime giornate, da ricordare nei giorni in cui, per vari motivi, la rivoluzione quotidiana non poteva partire.

Eccone alcune:

  1. Trovo rivoluzionario dedicare del tempo per parlare con gli anziani, con i propri nonni se li abbiamo ancora, avere la pazienza di farsi una nuotata nelle onde dei loro ricordi. Ho trovato in questi momenti conforto, divertimento e ispirazione, per scrivere storie, per scriverne qui oggi.

  2. Trovo rivoluzionario usare cinque minuti per regalare dei fiori a un amico, a un parente, alla persona che amiamo. Così come trovo
    rivoluzionario ritagliarsi del tempo per piantare, curare, far crescere una pianta, qualsiasi essa sia.

  3. Vogliamo parlare del cucinare le tagliatelle fatte in casa, o gli gnocchi? Sbam! Altro che Che Guevara. Sora Lella forever.

  4. Una dolcissima rivoluzione è scrivere una lettera a mano, scegliere la carta che vi piace, la penna con l’inchiostro che vi piace, la busta che vi piace, andare alla cassetta delle lettere che vi piace (va beh, questo anche no) e imbucare. Meraviglioso per chi la riceve sentirne il profumo, vedere la grafia del mittente, una piccola sbavatura corretta, che da il senso dell’attenzione.

  5. Il ringraziare in genere (ad esempio una cassiera al supermercato, o chi ci offre un servizio di qualsiasi tipo) dovrebbe essere consuetudine. Ma, a quanto pare, oggi sembra alquanto rivoluzionario. Anche fare un complimento se vedete qualcosa fatta veramente bene, con passione: fidatevi, a farlo non perdete i punti Fragola.

Ci siamo intesi. Vi va di cercare un po’ di vostre rivoluzioni da far partire da quel famoso primo pensiero al risveglio? In fondo siamo tutti come il batterista degli Oasis nel video, che suona le percussioni in piscina a pelo dell’acqua senza essere minimamente bagnato. Anche la cosa più impensabile, più strana, se ci rappresenta nel profondo, se rappresenta la nostra unicità, può essere raggiunta. Non ce ne dobbiamo vergognare.

E dopo quel pensiero tra le lenzuola, “Step outside the summertime’s in bloom”.   

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