Mi perdonerà il buon Flaiano se parto da una sua idea per raccontare una storia. Nel 1954 scrive Un marziano a Roma, racconto in cui narra dell’extraterrestre Kunt, atterrato a Villa Borghese a bordo di un disco volante il dodici ottobre del 1953. La sorpresa e le prospettive che si aprono sembrano grandissime. Kunt diviene una star: nel primo mese viene ricevuto dal Presidente della Repubblica, dal Papa, finisce sui giornali, la sua navicella viene recintata ed è visitabile al prezzo di 100 lire. Solo che la fama brucia in fretta, come un fuoco acceso con la paglia. E dopo pochi mesi, come tanti dei ragazzi dei reality o dei talent di oggi, sparisce nel dimenticatoio della quotidianità.

Un nuovo pianeta – Per me Kunt, deluso dalle logiche terrestri riparte e non torna su Marte. No. Ha intravisto del buono sulla nostra Terra e così cerca un luogo simile. Non lontano dal nostro pianeta, nascosto agli strumenti terrestri da un bagliore accecante, trova Speculum che ha una caratteristica: tutto ciò che accade sulla Terra avviene anche su questo pianeta, ma in maniera uguale e contraria.

Il Marziano va subito a cercare l’Italia speculare, che è a forma di stivale rovesciato e si accorge che si mangia da schifo. Un punto in meno, ok, però per il resto: in questo paese si risponde alla mail che ti invia un ragazzo con il suo curriculum anche in caso negativo e non lo si lascia nel limbo eterno, gli stagisti sono pagati perché visti come nuovi talenti potenziali di un’azienda, senza invidie e livori. La scuola è divertente e utile: ai ragazzi si fanno usare il corpo, le mani, si parla di emozioni, e non li si riempie di nozioni come catini vuoti. Si cerca di stimolarli a scoprire il proprio talento, quello che sanno fare a livello innato, l’inclinazione del loro daimon come descrive nel Codice dell’anima lo psicologo James Hillman.

Un articolo – Sull’altra Italia il marziano Kunt scrive un articolo spiegando come secondo lui le cose possono sempre migliorare, in cui dice che la speranza non va mai persa. Che anche i sistemi più incancreniti possono sfaldarsi con azioni costanti nella giusta direzione da parte di un numero sempre maggiore di cittadini. Lo manda a un blog che parla di buone notizie.

Un Buondì così, è bello immaginarselo. C’è un luogo in cui ogni nostro ritardo diventa un anticipo, ogni nostro errore solo un trampolino per avvicinarci a chi siamo in realtà, ogni ferita l’apertura da cui passerà la luce della nostra consapevolezza. Bene, male, due facce che compongono la stessa realtà. L’importante è provare a seguirsi, partendo da questa mattina qui, ora, mentre leggete queste mie parole. Che sull’altro pianeta sono silenzio, semplice ascolto dentro.

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