Mercatino Solidale! Il 10 marzo 2018, dalle 10.30 alle 17.30:

una giornata organizzata da La soffitta di Gi per l’Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi Onlus, dove sarà possibile acquistare attrezzature usate per i bambini in ottime condizioni. Il ricavato sarà devoluto a “UNA CULLA PER LA VITA” a sostegno dei neonati ricoverati nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Buzzi.

In terapia intensiva neonatale si trovano tutti i neonati che hanno bisogno di cure particolari, per diverse ragioni. La più frequente è la prematurità.
Ho un debole per i nati prematuri perché ci siamo passati quest’estate con la nascita di mia figlia, a luglio. Sarebbe dovuta venire al mondo il primo ottobre, e invece…
I nati pretermine (si intende prima della 37esima settimana di gestazione) aprono un mondo spesso sconosciuto ai più, un po’ banalizzato e incompreso: tutti abbiamo in mente l’immagine di un’incubatrice, cosa avvenga là dentro e cosa sia di contorno ad essa, un po’ meno.

E ora ve lo racconto.

Un neonato che nasce troppo in anticipo non ha solo da starsene nella sua culla termica aspettando di mettere su ciccia, un neonato pretermine nasce, peloso, magro e grosso poco più di una mano, e deve prepararsi a combattere sfide quotidiane per lo più con se stesso e con i propri organi non ancora ben formati.

È per questo che spesso di fianco all’incubatrice si trovano vari macchinari per l’assistenza respiratoria.
Ci sono quelli più potenti, come i ventilatori, che spingono l’aria, attraverso un tubo che passa dalla bocca, nella trachea.
La procedura è detta intubazione e va da sé che i prematuri sottoposti a questa pratica sono intubati. Ci passano quasi tutti nei primi giorni di vita ma capita che debbano ripassarci anche dopo, per colpa di infezioni, pneumotoraci (buchi in un polmone) e altre disgrazie sempre dietro l’angolo.
Quando tuo figlio è intubato a lungo fa abbastanza male.

Eva intubata

Poi ci sono quelli più soft, due tubicini che passano dal naso e sono un aiuto alla respirazione del bambino. Cioè, non fanno tutto loro il lavoro come per i ventilatori, ma alleggeriscono lo sforzo del bambino. Si chiamano CPAP, ovvero pressione positiva continua nelle via aeree. Questi due macchinari sono collegati a un monitor che monitora la quantità di ossigeno, il corretto posizionamento etc. Se qualcosa va storto, suonano.

Scendendo sul corpo del neonato si può trovare una discreta quantità di altri tubicini: c’è quello per le infusioni venose da dove passano liquidi e/o medicinali. Quando l’infusione termina, la macchina che eroga le medicine suona.

Poi ci sono i cateteri ombelicali: appena nato il bambino si nutre come se fosse ancora nella pancia della mamma tramite questa specie di surrogato del cordone ombelicale. Si chiama nutrizione parenterale e purtroppo va usata anche quando la bocca è ostruita dal tubo per la respirazione. Dopo, quando la situazione è stabile, i prematuri mangiano tramite il gavage: un tubo sottile che viene spinto nello stomaco, attraverso la bocca o il naso al momento dei pasti, dal quale riceve il latte materno precedentemente tirato, o il latte di formula.
Questa si chiama nutrizione enterale e va avanti fino almeno alla trentaduesima/trentaquattresima settimana (fino al raggiungimento della data presunta del parto, in TIN si tiene come riferimento la settimana di gestazione più che le settimane di vita): è solo allora che il bambino, sia fuori che dentro la pancia, impara a coordinare la suzione, la deglutizione e il respiro. Prima non c’è verso.

Ogni bimbo poi è collegato tramite un sondino, posizionato sulla mano o sul piede, a un monitor che registra i battiti cardiaci e la saturazione, cioè la quantità di ossigeno nel sangue.
Quando qualcosa va storto, suona.
La saturazione è l’incubo di ogni genitore che passa dalla TIN. Quando si abbassa troppo il livello di ossigeno significa che il bambino non sta respirando bene: spesso suona quando piange, suona quando mangia attraverso il gavage, suona quando i polmoni fanno troppa fatica, suona quando si scorda di respirare e va in apnea, suona quando arriva la mamma e si emoziona, suona sempre e mentre sei lì ti chiedi come diamine farai a casa senza quell’affare, ma non vedi l’ora di non sentire più quel bip bip fastidiosissimo.

Praticamente tutti i prematuri passano per la fototerapia, una lampada che emette radiazioni ultraviolette in grado di modificare la composizione chimica della bilirubina, una sostanza chimica che non riesce a essere dissolta dai globuli rossi e dona ai neonati un aspetto giallastro. Una giornata là sotto è quasi un rito.

E questi sono gli apparecchi più o meno fissi nei dintorni dell’incubatrice.

La routine è fatta inoltre di ecografie al cervello (non sono rare le emorragie cerebrali) analisi del sangue, radiografie toraciche, test visivi (la retinopatia del prematuro è una condizione che interessa molti prematuri per i quali c’è bisogno di un’operazione con il laser), perché non sono poche le complicanze a cui il prematuro va incontro: a noi sono capitate il pneumotorace già citato, e il dotto arterioso pervio, un piccolo vaso sanguigno tra il cuore e l’arteria polmonare che non si chiude come dovrebbe e quindi provoca problemi cardiaci e respiratori. Si cura con terapie farmacologiche.

 

Ogni anno nascono circa 50mila prematuri in Italia – circa 15 milioni in tutto il mondo – la maggior parte oltre le 32 settimane di gestazione, con una sopravvivenza quasi del 100%, mentre il 2% tra la 25esima (dove inizia a esserci il 50% di sopravvivenza) e la 31esima dove la percentuale aumenta del 10% ogni settimana guadagnata.

Questo grazie alle cure avanzate risultate dalla ricerca medica.

Ed è proprio per questo, per finanziare la ricerca e promuovere l’assistenza del neonato a rischio tramite tutti quei macchinari, esami e farmaci di cui sopra, che La Soffitta di Gi – negozio online di accessori usati con amore per la prima infanzia – ha organizzato una raccolta fondi da devolvere alla Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Vittore Buzzi di Milano. Oltre a poter acquistare materiali usati e in ottime condizioni (passeggini, culle, giochi…), i vostri bambini potranno partecipare ad alcuni bellissimi laboratori tenuti da Kikolle Lab e mangiare Le Torte di Simona.

Per informazioni su come donare i propri prodotti scrivete a lasoffittadigi@gmail.com.

Qui, l’evento Facebook, partecipate anche voi!

Qui sotto, Eva a due giorni di vita con la CPAP.

 

 

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