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Pollyanna, per chi non ha potuto godere dell’invasione dei cartoni animati anni ’80, era la protagonista dell’ omonimo anime giapponese tratto dal romanzo statunitense Eleanor H.Porter pubblicato nel 1913. Grazie al suo gioco della felicità, capace di sottolineare gli aspetti positivi della sua vita e di quella della comunità del paesino in cui viveva, Pollyanna si è guadagnata, nell’immaginario di chi è cresciuto in quegli anni (ma non solo) il ruolo di personaggio simbolo dell’ottimismo.

La redazione di Pollyanna non è composta da bambini di 9 anni entusiasti della propria vita sfigata (perché – diciamolo – la protagonista del cartone non andava di certo d’accordo con la sorte), ma da donne e uomini che amano scrivere e che credono profondamente nel potere della bellezza e del sottolineare ciò che funziona. Se anche tu ti ritrovi in questa descrizione e vuoi collaborare con noi puoi scrivere a redazione@pollyanna.it, dove troverai:

Ludovica Monarca. Classe 1983, tosco-milanese innamorata della Sicilia. Dopo aver studiato Relazioni Internazionali ha dato sfogo alla sua passione per la scrittura in diverse redazioni di quotidiani locali. Ama i dialetti e l’ironia (che salverà il mondo insieme alla bellezza), la radio, i gatti, i carciofi, il succo di pomodoro, il Negroni, ogni forma di tartare e andare in bicicletta (ma senza troppe salite). La mattina presto è sempre in pericolo di vita, tutto le viene meglio superato mezzogiorno. Vorrebbe poter resuscitare Antonio Tabucchi e ha una folle fobia per gli squali, ma senza il mare troppo a lungo le manca il fiato.

Tieta Madia. 1983 pure lei, milanese trasferita a Roma, condivide con Ludovica la fobia per gli squali. Questo l’ha portata a studiare inizialmente Scienze Naturali, con l’obiettivo di sterminare l’intera categoria oggetto della sua paura. Poi ci ha ripensato e si è dedicata alla scrittura, per il web principalmente. Stesso amore per la bicicletta che, a differenza di Ludovica, mantiene anche nelle salite sui colli romani, imprecando solo un po’, ama la colazione e l’aperitivo, il vino, la musica ad alto volume, ridere nel sonno, il mare (ma dove si vede sotto) e le magliette a righe.


Collaborano con noi anche:

Martina De Santis. Classe 1984, milanese per nascita, mezzosangue lombardo-veneta e pugliese alle origini, e ci tiene a sottolineare la contraddizione. Dopo il Liceo Classico si butta negli studi di recitazione della Scuola d’ Arte Drammatica Paolo Grassi, dove si diploma tre anni dopo come attrice. Qualche anno dopo ancora si laurea in Lettere. Si muove sempre in bici (da uomo), ama le parole e la loro storia, la bellezza, le frivolezze, il teatro, il cinema, i mazzi di fiori di campo, l’ avocado, i cani specialmente di grande taglia, gli abiti di colori della cacca e i maglioni animalier. E tante altre cose. Inquieta da sempre, prova sempre a vedere se la spiaggia dopo è più bella. Il suo sogno è vedere prima o poi una balena, e per adesso non l’ ha ancora realizzato. Un toast a pranzo per lei non è un ripiego.

Marianna Saponara. Classe 1987, romana per nascita e per definizione. Da piccola le dicevano fosse l’avvocato delle cause perse, lei l’ha presa sul serio e si è laureata in giurisprudenza, ma è la grande paura per gli squali che l’ha fatta arrivare alla redazione di Pollyanna. Le piace il mare, ma soprattutto le piace bere, mangiare e ballare, anche contemporaneamente.

Susanna Panini. Classe 1990, si è rassegnata all’idea che se non può vivere respirando le onde del mare rischia di ammalarsi di nostalgia. Ha studiato arte e letteratura a Genova ma ora fa da mamma ad un centinaio di animali cosiddetti ex da reddito in un rifugio a Pisa. Non è capace di stare ferma per troppo tempo: proprio come le onde del mare. Nella Casa Blu (che di blu non ha nemmeno le tende) dove vive con Claudio passa ore a guardare video e documentari sugli squali. Si veste solo di nero, ma cambia in continuazione colore di capelli: ora sono tutti blu. Come le onde del mare.

Sara Gradilone. Sempre 1983, milanese per nascita, calabrese-albanese nel cuore. Anche lei liceo classico e Relazioni internazionali. Ha vissuto e lavorato in Kosovo e in Olanda per un po’, poi ha preso un dottorato in Diritto internazionale (le piace studiare, non se ne deve vergognare). È per natura poco incline al relax, ma tra i suoi libri e i suoi studenti trova la pace. Adora gli amici, i cani, le feste, i tramonti, la bicicletta (ma esclusivamente in pianura), i concerti rock, l’estate, le emozioni che fanno piangere. Nella sua borsa non mancano mai carta, penna e la voglia di ridere di tutto. È allergica al telefono. Preferisce leggere negli occhi delle persone.

Emilia Trevisani. Nata a Milano in un mezzogiorno d’estate del 1986. Dopo il liceo classico scopre la passione per i video e il giornalismo e diventa professionista a 24 anni. Ama la musica, il teatro, la fotografia e i vestiti monocolore (così è più facile sapere cosa mettersi al mattino). Per anni ha provato a diventare biondo platino, ma poi la necessità del risparmio sulla tinta ha vinto. Nel 2012 contro ogni sorta di previsione sceglie di vivere a Livorno e da allora è ufficialmente una milanese al mare.

Fabio Castano. Classe di ferro 1983 pure lui. Nato in provincia di Varese, ma più che varesotto è cittadino del mondo. Ha viaggiato tanto in giro per l’Italia, ma anche in America, Spagna e ha vissuto un anno in Irlanda. Laureato in Scienze della Comunicazione politica e sociale a Milano ama e coltiva da che ne abbia ricordo la scrittura e la poesia, ha dei veri e propri attacchi di penna. Per questo ha già pubblicato diverse opere, l’ultima delle quali è Trentasette passi e poi la luna con Giovane Holden Edizioni. Ha vinto diversi premi letterari: alla premiazione del premio Bukowski 2015 ha dichiarato di voler scrivere un racconto sul cacciucco, ma non l’ha ancora fatto. Ha uno spirito libero e ironico, ama le piante e i rimedi naturali, il mare, il cinema, il pesce e il risotto alla zafferano.

Instagram è affidato all’amorevole cura di:

Roberta Bisinella. Nata nel 1987, ma venticinquenne nell’animo, veneta doc come il prosecco. Sociologa specializzata in marketing e comunicazione, digital e social addicted ama i tulipani, i mulini e i cieli olandesi, la buona cucina e soprattutto riempire la casa di profumo di biscotti e plumcake alle mele. Le piace ascoltare Paolo Fox ma degli squali non c’ha ancora capito niente. Anche lei in Pollyanna per l’effetto benefico che il mare ha sul suo umore, a volte lunatico e metereopatico.
Adora le passeggiate in mezzo alla natura, la sua Nikon compagna di viaggi, i cartoni Disney, il buon vino, soprattutto in compagnia di Belle persone, i dettagli, cantare in macchina e il mare, quello trasparente e azzurrino. La sua filosofia di vita è ‘Nulla capita a caso’, come in fondo l’essere approdata in Pollyanna.

 

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