Oggi è Santa Cecilia. E già sento un sonoro e sti’ cazzi (scusa nonna di Tieta) levarsi da tutti voi. Ma aspettate. In una delle mie conversazioni quotidiane con  – appunto –  l’atea Tieta ho scoperto che la mia favolosa compagna di avventura è appassionata delle vite dei santi (grazie nonna di Tieta) e che Santa Cecilia è la sua preferita. Perché? Perché è la santa protettrice della musica, degli strumentisti e dei cantanti. Compito nobile e bellissimo, perché se c’è una cosa di cui prendersi cura a prescindere dalle nostre convinzioni religiose è proprio la magia delle note che si uniscono e chi le rende armonia.

E poi le storie dei santi sono interessanti davvero, perché sempre di esseri umani si tratta. E questi prescelti dal Vaticano hanno delle vite assurde.

Cecilia, per esempio, è salita agli onori celesti, perché tra il II e III secolo girellava per Roma il giorno prima del suo matrimonio canticchiando rivolgendosi al Signore di mantenerla immacolata nel cuore e nel corpo. Che bella sorpresa per il futuro marito vero? E invece l’amore – quello sì – fa i veri miracoli e l’amato di Cecilia ha accolto le sue preghiere. Si è convertito, l’ha mantenuta pura. E poi hanno fatto una finaccia tutti insieme. Cantando però, ovviamente.

E dunque viva la musica, viva l’amore e comunque chi muore per le proprie convinzioni, e per giunta lo fa cantando, va in qualche modo sempre rispettato.

Con la bellezza della musica i messaggi arrivano più velocemente, colpiscono, ti emoziono, scavano dentro di te e si accoccolano.

Guardate per esempio Ludovico Einaudi. Il pianista e compositore italiano ha girato un video a favore della campagna di Greenpeace per la difesa dell’Artico, suonando una sua composizione per piano, “Elegy for the Arctic”, su una piattaforma galleggiante fra i ghiacci del Polo Nord, davanti alle coste delle isole Svalbard (Norvegia). Sposando e soprattutto pubblicizzando così la campagna della ong che chiede di fermare attività umane invasive nell’Artico, come trivellazioni petrolifere e pesca intensiva, per preservare l’ambiente naturale. Ti resta in testa, non c’è niente da dire. Su come poi abbia sopportato il freddo suonando a mani nude in mezzo ai ghiacciai regna ancora il mistero. Forse poi lo faranno santo protettore dei ghiacciai, chissà.

Buona giornata dunque, difendete le vostre idee, magari canticchiando, come santa Cecilia. E onorate, loro sì sempre, la musica e i musicisti.

 

 

FacebookTwitterGoogle+Condividi

Trackbacks for this post

  1. L'ultima settimana di Avvento - Pollyanna

Lascia un commento